pulire con l'aceto

15 Cose che Non Dovresti Mai Pulire con l’Aceto e Perché ?

L’aceto può essere un potente alleato nel processo di pulizia della casa ma, se dosato nel modo sbagliato, potrebbe causare danni anche abbastanza consistenti. 

Come tutti i rimedi naturali necessita di attenzione e cura, in modo da non commettere errori. 

Vi insegneremo quindi come pulire con l’aceto e, soprattutto, quali superfici non sono adatte a questo tipo di trattamento. Insieme riusciremo a prevedere eventuali disastri, assicurandoci che ogni parte della casa sia pulita nel modo giusto. 

Proprietà dell’aceto e come dosarlo

L’aceto è conosciuto per le sue proprietà disinfettanti ed igienizzanti. Poche gocce eliminano i cattivi odori e migliorano sensibilmente il livello di lucentezza delle superfici. 

Generalmente, si sceglie di utilizzarlo diluendolo con l’acqua, in modo che la sua forza abrasiva non risulti troppo intensa. 

Infatti, è importante dosarlo accuratamente. Non eccedete mai con le quantità, altrimenti pulire con l’aceto diventerà un incubo vero e proprio. Vediamo ora quali superfici è consigliabile evitare, e perché l’aceto potrebbe essere per loro dannoso. 

Iniziamo l’elenco dei 15 materiali / oggetti che non conviene pulire con l’aceto. Vi daremo poi delle alternative per assicurarvi che restino puliti ma non danneggiati.
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Cosa non pulire mai con l’aceto 

1. Legno

La maggior parte delle superfici in legno, dai pavimenti ai telai dei mobili, sono ricoperte con uno strato di cera o paraffina. Lo scopo di quest’aggiunta è proteggere il legno dall’usura, e far sì che resti lucido il più a lungo possibile. 

L’aceto, essendo abbastanza aggressivo, tende a corrodere la cera ed eliminarla completamente, rovinando di conseguenza il legno. Per questo è consigliabile evitare di pulire con l’aceto il pavimento del salotto. 

2. Marmo e Pietre naturali

Il marmo rientra nella categoria delle pietre porose, che tendono ad assorbire velocemente i liquidi. L’aceto penetra all’interno della pietra e, se usato per più volte, potrebbe causare danni irreparabili, addirittura fori sulla superficie. 

Inoltre, un altro possibile risultato negativo è l’opacizzazione del marmo, che smetterà di riflettere la luce come faceva all’inizio. Consigliamo quindi di evitare l’aceto e prediligere detergenti non acidi. 

Ad esempio, potreste tentare con del sapone neutro ed un panno umido. L’unione dovrebbe funzionare perfettamente e lasciare il marmo pulito e lucido. Altrimenti, sul mercato sono facilmente acquistabili saponi appositi per il marmo che funzioneranno ugualmente. 

Ovviamente, ciò che vale per il marmo vale anche per il granito e per tutta la categoria delle pietre naturali, che non amano molto l’aceto. 

3. Pentole in ghisa o alluminio

Le pentole in ghisa ed alluminio reagiscono chimicamente all’aceto. In particolare il ferro reagisce con l’acido acetico dell’aceto e genera una reazione esotermica. 

In parole povere, si produce calore che va a corrodere lo strato protettivo della padella, che di conseguenza perde aderenza. 

L’aceto è tuttavia molto usato per pulire le stoviglie, nonostante questo probabile effetto negativo. Succede perché non tutto conoscono la reazione di cui vi abbiamo parlato, e quindi ignorano completamente il problema. 

Vi consigliamo di pulire le padelle in ghisa ed alluminio con detergenti delicati; per eliminare lo sporco basta semplicemente insistere un po' di più.

4. Vestiti

I vestiti non andrebbero mai puliti con un mix di aceto e candeggina. Le due soluzioni insieme generano il cosiddetto “gas di cloro tossico” che ha conseguenze molto significative sulla salute di chi lo respira. 

Se vi hanno consigliato questa unione micidiale per pulire le macchie dai vestiti, evitatela assolutamente. Prediligete invece prodotti più semplici, magari bicarbonato e sapone per i piatti. Strofinate un po' e vedrete che la macchia andrà via in fretta, senza bisogno di mettere al rischio la vostra salute. 

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5. Piatti unti

Nonostante il potere igienizzante dell’aceto, quest’ultimo non è adatto a sgrassare i piatti sporchi e unti. Non otterrete il risultato sperato e perderete solo tempo nel tentare. 

Ovviamente l’efficacia è strettamente legata al livello di unto, e quindi potrebbe funzionare con piatti e pentole poco oleose. Se invece la superficie è davvero sporca, è meglio scegliere un altro prodotto. 

Pulire con l’aceto non è sempre la scelta migliore, almeno non lo è in questi case. Scegliete il sapone per i piatti e, se non dovesse bastare, sfruttate il potere sgrassante del sapone di Marsiglia. 

6. Macchie d’uovo

Le macchie d’uovo non dovrebbero mai essere pulite con l’aceto. Purtroppo, il liquido reagisce con la proteina dell’uovo e crea una miscela collosa, difficilissima da togliere. 

Perciò, se vi siete macchiati con l’uovo o avete sporcato la cucina / stoviglie, non ricorrete all’aceto. 

Vi conviene ripiegare sul detersivo liquido per vestiti. Immergete il soggetto incriminato in una bacinella con dell’acqua fredda e versa una piccola quantità di detersivo. 

Lasciate ammollo per circa 30 minuti, poi risciacquate e mettete il tutto in lavatrice. Quando tirerete fuori il tessuto sarà pulito e senza macchie. 

7. Ferro da stiro

La struttura interna del ferro da stiro è estremamente delicata. Il calcare generato dall’acqua spesso ostruisce i canali e genera il malfunzionamento dello strumento. 

Nonostante il pensiero comune, pulire il ferro da stiro senza l’aceto è l’opzione migliore. L’acido tenderà a corrodere ancora di più le pareti e le guarnizioni. 

Il modo migliore per pulire questo strumento è seguire le indicazioni del produttore. Di solito basta scegliere dell’acqua distillata, versarla all’interno del serbatoio, aspettare che si scaldi e poi cliccare il pulsante dell’autopulizia. 

Il vapore generato espellerà automaticamente eventuali impurità e lascerà il ferro perfettamente pulito. 

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8. Perle

I tre principali elementi che costituiscono le pietre sono: carbonato di calcio, pietre calcaree e piccole parti di marmo. 

Come vi abbiamo già accennato, l’aceto è dannoso per tutti questi materiali e ne genera il deterioramento. Nel caso delle perle, se l’uso e prolungato e l’aceto non viene nemmeno diluito, potrebbe causarne lo scioglimento, rendendole completamente inutilizzabili. 

Il modo migliore per pulire le perle è utilizzare un panno morbido (quelli in microfibra andranno benissimo) leggermente inumidito con dell’acqua tiepida. Strofinate delicatamente dove credete ce ne sia bisogno e vedrete che il luccichio iniziale tornerà a mostrarsi senza troppi sforzi. 

9. Schermo Smartphone o Computer

Pulire con l’aceto lo schermo del vostro smartphone o peggio del vostro computer, potrebbe rivelarsi una pessima idea. La maggior parte degli schermi presenta un rivestimento protettivo oliorepellente (cioè resistente all’olio) che l’aceto distrugge completamente. 

Lo strato ha il compito di proteggere il pc / smartphone dalle impronte e da eventuali urti. Eliminandolo metterete a rischio il prodotto stesso e rischierete anche di invalidare la garanzia. 

Vi consigliamo di scegliere invece un panno per lenti morbido, e di pulire lo schermo utilizzando uno spray isopropilico al 70%. Trovate questi spray facilmente, anche cercando tra i prodotti di pulizia per le occhiali. 

10. Coltelli in acciaio

I coltelli in acciaio, per mantenere la loro lucentezza e resistenza, non devono essere puliti con l’aceto. Quest’ultimo reagisce con l’acciaio stesso e ne causa quello che potremmo definire “invecchiamento precoce”. Ovvero, macchie scure si formano sulla superficie del coltello, che diventerà molto più opaco e perderà la sua colorazione uniforme. 

Il metodo classico e super funzionale per pulire i coltelli in acciaio è il sapone. Acqua e sapone per i piatti in questi casi fanno davvero miracoli, basta insistere un po' durante la pulizia. A volte, la strada più semplice è anche la migliore possibile. 

11. Piante

Sulla categoria piante ci sono diverse scuole di pensiero. In questo caso, la funzionalità dell’aceto varia in base alle quantità e al metodo di somministrazione.

Il danno vero e proprio si genera nel momento in cui provate a lucidare le foglie delle vostre piante da appartamento con l’aceto. Ciò che otterrete è il deterioramento della foglia stessa che, invece di iniziare a risplendere, si piegherà su se stessa e cederà. 

Al contrario, se versate l’aceto all’interno di una bottiglia spray e lo diluite con dell’acqua, potrete spruzzarlo sulla pianta come insetticida. L’odore forte dell’aceto allontana diverse tipologie di insetti, che spesso infastidiscono le piante da appartamento. 

Perciò tutto dipende da come scegliete di adoperarlo e dall’uso consapevole che ne fate. Pulire con l’aceto è fattibile, ma bisogna conoscere prima gli effetti, in modo da evitare situazioni spiacevoli. 

12. Stucco non sigillato o danneggiato

Lo stucco non sigillato o che ha subito danni nel corso del tempo, è troppo esposto per poter essere pulito con l’aceto. Il cemento contenuto al suo interno potrebbe reagire con l’aceto e, conseguentemente, sciogliersi completamente. 

Probabilmente, non è questo il risultato che desiderate ottenere. Quindi attenti a controllare prima le condizioni delle mattonelle e delle rispettive fughe. 

Se la malta è protetta e quello che vi interessa pulire sono le fughe, allora l’aceto potrebbe rivelarsi un alleato. 

Come per le piante prima, è importante diluirlo prima di adoperarlo. Versate la miscela di acqua e aceto all’interno di una bottiglia spray e spruzzatela sulle fughe. Attendete circa 15 minuti e poi risciacquate la superficie con un panno morbido bagnato di acqua tiepida. Vedrete che lo sporco andrà subito via. 

pulire Ferro da stiro con aceto

13. Tappeti

L’aceto può essere utilizzato per pulire i tappeti ma, in condizioni specifiche, è preferibile non farlo. Ci riferiamo a chi ospita in casa un animale domestico che, volontariamente o involontariamente, ha lasciato una macchia sul tappeto. 

Se pulite questo tipo di macchia con l’aceto, l’alone sparirà ma non porterà via con sé l’odore. Ciò significa che il vostro animale tenderà a tornare esattamente nello stesso punto e rifare ciò che aveva fatto prima, riconoscendo l’odore. 

Il modo migliore per pulire il tappeto dalle macchie lasciate dagli animali è sfruttare un detergente enzimatico, che trovate facilmente sul mercato.

14. Lavatrice

Il discorso della lavatrice è molto simile a quello legato al ferro da stiro. Le guarnizioni e le pareti interne dello strumento potrebbero danneggiarsi a causa dell’utilizzo dell’aceto e smettere di funzionare correttamente. 

In particolare, le guarnizioni in policarbonato e fluorosilicone sono quelle più a rischio in assoluto. L’acido contenuto all’interno dell’aceto le distrugge e spesso la lavatrice inizia a perdere perché non protetta dalle guarnizioni. 

La lavatrice può essere facilmente pulita tramite il “lavaggio a vuoto”; un lavaggio senza l’aggiunta di vestiti, che viene attivato aggiungendo al serbatoio un apposito detergente anticalcare. La lavatrice si pulirà da sola e tornerà come nuova. 

15. Piastrelle di ceramica

La maggior parte delle piastrelle è in grado di resistere all’azione dell’aceto. Tuttavia, la mattonelle non troppo nuove e scheggiate non sono adatte a questo tipo di trattamento. 

L’aceto potrebbe penetrare all’interno di eventuali fori ed entrare in contatto con la malta sottostate, danneggiandola e danneggiando la piastrella di conseguenza. 

Il modo migliore per pulire queste superfici senza danni è sfruttare l’acqua calda e il detersivo per piatti. Pulite prima con una spugnetta, strofinate leggermente e poi risciacquate sfruttando un panno morbido. 

Domande  Frequenti

1) Cosa non bisogna pulire con l’aceto?

L’aceto è un acido e, come tale, entra in conflitto con i prodotti “basici”. Ciò significa che non è adatto alla pulizia delle pietre – elementi calcarei – del legno, dell’acciaio e dell’alluminio.

Inoltre, è preferibile non pulire con l’aceto gli elettrodomestici come la lavatrice e la lavastoviglie, le cui pareti e guarnizioni interne potrebbero restare colpite dalla potenza dell’aceto.

Aggiungiamo poi che è assolutamente sconsigliabile unire l’aceto con la candeggina, soprattutto per pulire tessuti e tappeti. Il mix è molto pericoloso e dannoso per la salute della persona.

2) Che cosa si può pulire con l’aceto?

Le superfici che è possibile pulire con l’aceto fanno soprattutto riferimento alla sfera della cucina. I piani da lavoro possono essere puliti tramite una miscela di acqua e aceto, così come i mobili della cucina e le pareti interne del frigorifero. 

Addirittura, l’aceto diventa un ottimo alleato nella pulizia del forno, dato il suo poter sgrassante e scrostante. 

Tutto quello che dovete imparare a fare è dosarlo. Essendo abbastanza forte va usato poco alla volta e quasi sempre diluito, in modo da smorzarne l’acidità.

3) A cosa fa bene l’aceto?

L’aceto è un ottimo disinfettante e igienizzante e quindi fa bene a tutte le superfici che hanno bisogno di un attenta pulizia, con l’esclusione di quelle che abbiamo descritto in precedenza. 

Le stesse pentole, a meno che non siano in acciaio, possono tranquillamente essere lavate con una piccola dose di aceto, per aiutarci nell’eliminazione di residui più resistenti. 

Conclusioni

A questo punto, siete perfettamente consapevoli di cosa è possibile pulire con l’aceto e cosa conviene evitare. Speriamo che sappiate adoperare i nostri consigli nella vita di tutti i giorni, scegliendo sempre con cura i detergenti con cui occuparvi della pulizia della vostra casa. 

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